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Newsletter n° 2

NL 02

Il Governo scopre le carte sui decreti delle rinnovabili

L'11 aprile, dopo un'attesa di oltre un anno, il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme ai Ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura Mario Catania, hanno varato gli schemi di decreti che definiscono i nuovi incentivi per il fotovoltaico, ovvero il quinto "conto energia", e per le altre rinnovabili elettriche: idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas. I testi passano ora all'esame dell'Autorità dell'Energia e della Conferenza Stato-Regioni.
"Raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e tale da ridurre l'impatto sulle bollette di cittadini e imprese: queste le principali finalità."
Questo in estrema sintesi il commento del Ministero, che ha anche default pubblicato una presentazione , molto dettagliata, a supporto delle scelte fatte.
Saranno favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo. Viene previsto di introdurre dei meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare.
Il sistema entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, come già previsto dalla precedente normativa. Questo, secondo le previsioni, avverrà tra luglio e ottobre prossimi.
Per il non fotovoltaico l'entrata in vigore sarà con il 1 gennaio 2013.

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Burden sharing – Le Regioni entrano in campo nella partita delle fonti rinnovabili di energia

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile il decreto del 15 marzo che riguarda la "Definizione e qualificazione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili e definizione della modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle regioni e delle provincie autonome". Si tratta del cosiddetto "burden sharing" ovvero la suddivisione degli obiettivi di raggiungimento di risultati in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili in modo differenziato Regione per Regione, in modo da raggiungere l'obiettivo del 17% del consumo interno lordo fissato per il 2020.
Il testo prevede misure di intervento in caso di inadempimento fino all'ipotesi di commissariare le amministrazioni che non raggiungono gli obiettivi.
Le Regioni avranno 3 mesi per recepire i target nei rispettivi piani energetici.

default Decreto Burden Sharing
default Decreto Burden Sharing - Allegato 1
default Decreto Burden Sharing - Allegato 2

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La Giunta del Veneto ha individuato le aree e i siti non idonei all’installazione di impianti solari fotovoltaici

I moduli ubicati a terra nel Veneto dovranno rispettare le aree off limits, in base alle linee guida nazionali per l'autorizzazione degli impianti Fonti Energetiche Rinnovabili, emanate con il decreto Mse del 10 settembre 2010.
La delibera di Giunta, adottata è passata ora all'esame del Consiglio: "Lo strumento normativo ultimo con cui dovranno essere definite le aree e i siti non idonei all'installazione degli impianti è il Piano Energetico Regionale, la cui approvazione spetta al Consiglio regionale", spiega l'assessore ai Lavori pubblici e all'Energia, Massimo Giorgetti.
In particolare i siti considerati incompatibili con insediamenti di impianto fotovoltaici a terra in questa fase sono:
  • quelli inseriti nella lista mondiale dell'Unesco;
  • le zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar;
  • la Rete Natura 2000;
  • i territori inseriti nell'elenco delle aree naturali protette;
  • le aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità (produzioni biologiche, Dop, Igp, Doc, Docg, produzioni tradizionali);
  • le aree ad elevata utilizzazione agricola, individuate dal Ptrc.

default Testo del DGR
default DGR - Allegato

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La Regione Veneto disciplina il fine vita degli impianti che producono energia rinnovabile

Con l'allegato A della delibera n. 253 del 22 Febbraio, la Giunta della Regione Veneto ha definito la disciplina da adottare una volta finito il ciclo di vita degli impianti che usano fonti rinnovabili per produrre elettricità. L'obiettivo è garantire che lo stato dei luoghi interessati venga riportato alla situazione in cui si trovavano prima della installazione degli impianti. La disciplina, pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale n. 20 del 13 Marzo 2012, si applica a tutti gli impianti per i quali la Regione ha competenza autorizzatoria:
  • gli impianti fotovoltaici a terra di potenza maggiore o uguale a 20 kW;
  • quelli eolici di potenza maggiore o uguale a 60 kW;
  • gli idroelettrici di potenza maggiore o uguale a 100 kW;
  • gli impianti alimentati a biomassa di potenza maggiore o uguale a 200 kW;
  • gli impianti a biogas da produzioni agricole, forestali e zootecniche, da gas di discarica e di processi di depurazione con potenza maggiore o uguale a 250 kW;
  • gli impianti fotovoltaici integrati e non integrati con potenza di picco fino ad 1 MW, ex art. 10 L.R. 13/2011.

default Allegato A del DGR 253
default Allegato B del DGR 253

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