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Newsletter n° 7

NL 07

Buone Feste da Api Green Energy. Un nuova energia per il 2013

La congiuntura economica non sembra avere fine.
La situazione politica è sempre più difficile.
Ma questo non può e non deve scoraggiare. È per questo che Api Green Energy non cessa di lavorare per realizzare il progetto lanciato quest'anno. Con il gas naturale sono iniziate le sottoscrizioni di contratti per il 2013. Come ricorderete, il primo è stato il Presidente Flavio Lorenzin.
Per l'energia elettrica sono in arrivo le autorizzazioni alla vendita, che inizierà con il nuovo anno.
L'energia non è tutto per l'impresa, ma è spesso un elemento importante. Soprattutto è fonte d'incertezza, perdite di tempo e di denaro. Talvolta è anche causa di questioni burocratiche assurde, quasi kafkiane, che distolgono dall'attività produttiva e dai problemi enormi di questi giorni.
L'imprenditore non è più solo un lavoratore, un inventore, un intrepido investitore, perché le condizioni economiche e sociali del nostro paese impongono per continuare una determinazione eroica.
È questo l'augurio che può fare Api Green Energy agli associati – e a sé stessa – quello di essere al Vostro fianco, per sostenervi con l'energia e il gas a un prezzo giusto e controllato, in modo che possiate dedicare le vostre energie alle vostre imprese, che siate pronti a ripartire, che questo momento resti presto solo una storia da raccontare.

Il Presidente di Api Green Energy Maurizio Zordan

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Non fatevi imbrogliare

L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) ha accertato la presenza sul mercato di offerte che promettono vantaggi iperbolici ed ingannevoli, nonché l'affidamento delle campagne acquisti a promotori privi di scrupoli. Questo aveva indotto l'AEEG a emanare una Delibera, la 153/2012/R/com del 19 aprile 2012.
Ma non è servito.
(Peraltro, che fine ha fatto l'annunciata lista nera con i venditori a maggior numero di contratti non richiesti, ottenuti in modo truffaldino?)
Api Green Energy dall'esame dei contratti di fornitura degli associati che hanno chiesto la consulenza, sta riscontrando situazioni poco trasparenti, che porteranno le imprese ad avere un costo maggiore rispetto ai valori di mercato. In alcuni casi potranno arrivare anche bollette con penali pesanti, a causa della poca chiarezza con cui sono stati sottoscritti i contratti.
Abbiate prudenza e siate diffidenti di fronte ad offerte molto convenienti.
Un aspetto da considerare attentamente è che i prezzi dell'energia nei prossimi mesi scenderanno e se si sottoscrivono oggi contratti a prezzo fisso il vantaggio attuale, che i venditori mettono in evidenza, si ridurrà presto e si trasformerà in uno svantaggio più grande col passare del tempo.

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La situazione dei prezzi e delle tariffe spiegata dall’Autorità. Come sono i prezzi che paghiamo rispetto a quelli degli altri paesi europei?

Il 17 ottobre l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) è stata convocata dalla Commissione straordinaria del Senato della Repubblica per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati.
In quell'occasione è stata illustrata l'indagine conoscitiva svolta dall'AEEG sulle determinanti della dinamica del sistema dei prezzi e delle tariffe, sull'attività dei pubblici poteri e sulle ricadute sui cittadini consumatori (cfr Memoria 411/2012/I/COM dell'11.10.2012, in www.autorita.energia.it).

Nel documento si trovano le conferme di situazioni note ai più, riportate spesso dalla stampa, come il confronto con i prezzi medi europei. Ma anche informazioni interessanti – e qualche volta inaspettate – che aiutano a capire perché le nostre imprese subiscono tariffe penalizzanti. La stampa tende a semplificare molto. Questo nasconde qualche dato che è però utile conoscere.

Energia elettrica

Per prima cosa va sottolineato che i prezzi finali dell'energia elettrica delle famiglie italiane con più bassi consumi sono mediamente inferiori rispetto ai prezzi europei (-13% rispetto alla media dell'Unione europea e -17% rispetto all'area euro). Questo è dovuto alla struttura progressiva che l'Italia ha adottato, ovvero i valori sono crescenti all'aumentare dei consumi. Nel resto d'Europa, invece, i prezzi risultano decrescenti al crescere del consumo.



Quando la fascia di consumo passa invece alla classe 2.500-5.000 chilowattora annui, il prezzi finali (imposte comprese) superano la media europea
I prezzi per le imprese, invece, sono superiori alla media europea per tutte le classi di consumo.

Figura 2 – Prezzi finali dell'energia elettrica per i consumatori industriali con consumo pari a 2.000-20.00 MWh/anno


Per la classe tra 2.000 e 20.000 MWh/anno la differenza con le medie europee è pari al +25%. In Italia pesa, peraltro, un maggior grado di imposizione fiscale, che tende ad ampliare gli scostamenti dei prezzi rispetto a Francia (+75%), Regno Unito e Spagna (+37%). Per contro, in Germania l’imposizione fiscale è maggiore e questo consente all’Italia di praticare un prezzo lievemente inferiore (-2%).

Gas naturale (metano)

Per le famiglie europee il gas costa di più per tutte le fasce di consumo, con differenziali che vanno da + 9% a + 30% (prezzi comprensivi di imposte)

Figura 3 – Prezzi finali del gas naturale per i consumatori domestici con consumo compreso tra 525 e 5.254 m3/anno
Ad eccezione dei clienti piccoli (consumi fino a 26.000 m3 /a) i prezzi praticati nel 2011 ai clienti industriali italiani, sono risultati significativamente inferiori alle medie europee, sia al netto sia al lordo delle imposte. Le differenze sono comprese tra il –4% e il –14% al netto delle imposte, tra il –3 e il –19% al lordo delle imposte. In generale la fiscalità migliora il posizionamento relativo dei consumatori industriali in Italia.

In controtendenza appare la classe di consumo più piccola la quale, benché allineata alla media dell’area euro al netto delle imposte, risulta avere prezzi superiori alle medie europee al lordo delle imposte (oltre un +10%).


Figura 4 – Prezzi finali del gas naturale per i consumatori industriali



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