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Newsletter n° 1

NL 01

Il prezzo del petrolio è inarrestabile? La cancellazione dell’addizionale regionale fa lievitare il prezzo dell’energia? Cresce la convenienza delle rinnovabili.

di Marco Libanora
Studio Giarolo Libanora & Associati

Ormai il prezzo del Brent ha superato il picco registrato nel luglio del 2008 di 93,46 euro. Il petrolio sta viaggiando ben oltre i 120 dollari al barile e non s'intravvedono probabili cambiamenti di rotta.
La crescita della quotazione è condizionata da diversi fattori.
Obama: "La crescente domanda di Cina, India e Brasile influenzerà il prezzo del greggio nel lungo periodo".
Nonisma Energia: "C'è un'enorme quantità di soldi che non trova sbocchi nell'equity o nell'economia reale e che quindi viene concentrata sulle materie prime, le cui quotazioni sono sempre più slegate dai fondamentali".
Nondimeno, le forti tensioni politiche nei confronti dell'Iran spingono sempre più in alto il prezzo del greggio.
Oltre a questo una stangata si abbatte sulla bolletta energetica di 15 mila medie imprese. La scomparsa dell'addizionale provinciale, infatti, ha portato alla redistribuzione dell'accisa sull'energia per i consumatori industriali. Questa novità colpisce pesantemente soprattutto le imprese di dimensioni medie, ovvero quasi tutto il manifatturiero, oltre alla grande distribuzione e l'industria alimentare. Si prevede che i rincari oscilleranno dal 13% fino a superare addirittura il 140%.
Ma si sa che anche in economia vige il principio di Antoine Lavoisier: "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma".
Infatti, l'attenzione per le energie rinnovabili s'intensifica al crescere del costo dell'energia e delle preoccupazioni per l'ambiente. Del resto tra i fattori che hanno frenato la crescita delle energie rinnovabili, oltre alla insufficiente informazione, è il loro costo ancora elevato.
L'incentivazione delle energie rinnovabili è dunque uno strumento necessario per consentire il loro sviluppo.
Il fotovoltaico rappresenta l'esempio più emblematico. La diminuzione dei prezzi degli impianti ha avvicinato molto il costo del chilowattora da conversione fotovoltaica a quello da fonte tradizionale. La cosiddetta grid parity, ovvero l'equivalenza dei due valori, si prevede tra un paio d'anni. Da quel momento sarà più conveniente affidare (in parte) i consumi di energia agli impianti fotovoltaici, senza bisogno di incentivi. Il collegamento alla rete resterà evidentemente quasi sempre necessario sintantoché non saranno disponibili efficaci ed economici strumenti di stoccaggio dell'energia.
I dati diffusi da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali - www.aiel.cia.it), nei recenti incontri tenuti nel corso della fiera Progetto Fuoco a Verona, dimostrano peraltro che l'energia da biomasse ha già oggi un costo minore rispetto a quello dell'energia tradizionale. Altro elemento non secondario: nonostante quanto si possa pensare, la principale fonte rinnovabile non è il fotovoltaico e nemmeno l'eolico e l'idroelettrico. Secondo il Piano di Azione Nazionale (PAN) approvato nel giugno 20101 in attuazione della Direttiva 28/2009, le biomasse dovrebbero diventare entro il 2020 le prime rinnovabili in Italia, coprendo il 44% dei consumi di rinnovabili (20% dell'elettricità; 58% del calore; 84% dei biocarburanti), per un totale di 22,3 M tep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Tra le biomasse, il ruolo principale è rappresentato dai prodotti legnosi.
Ma la previsione del sorpasso in convenienza delle energie rinnovabili rispetto alle tradizionali subisce una "smentita" ormai quotidiana (in positivo).
Difatti, il calcolo di convenienza (che oggi beneficia degli incentivi) basato sui prezzi attuali dell'energia va costantemente aggiornato al variare del prezzo del petrolio, a cui sono legati i prezzi di gas naturale, energia elettrica e tutte le energie tradizionali di fonte fossile. Il risparmio ottenuto da chi sta autoproducendo energia elettrica da conversione fotovoltaica (o dalle altre fonti rinnovabili) aumenta all'aumentare del prezzo del petrolio, seppure con qualche mese di differenza.
Nel caso del fotovoltaico, una volta fatto l'investimento, che non ha costi di esercizio di rilievo, il costo dell'energia prodotta resta quasi costante per almeno 20 anni. E quindi la differenza rispetto al prezzo dell'energia aumenta all'aumentare del prezzo di mercato.
Non va sottovalutato poi il vantaggio di poter pianificare, almeno in parte, i costi dell'energia, anziché subire le variazioni sotto la spinta di andamenti di mercato di livello mondiale ancorché delle tensioni politiche in aree molto instabili.
Questi sono elementi di politica energetica che possono ragionevolmente essere considerati anche dalle imprese piccole e medie.
Purtroppo queste scelte strategiche subiscono gli effetti della crisi e della restrizione creditizia. Quest'ultimo è oggi la causa principale delle difficoltà di realizzare gli impianti di produzione di energie alternative, di qualunque tipo.
Però, come è stato ricordato da Nonisma Energia, esistono grandi quantità di capitali che non riescono a trovare collocazione. Venendo meno l'intermediazione dei capitali da parte degli istituti di credito, viene a mancare l'anello di congiunzione tra gli investitori e i consumatori di energia e il denaro anziché essere investito viene impiegato nella speculazione sulle commodities.
È facile prevedere però, che quando verranno superati i momenti difficili del credito, gli investimenti in energie alternative cresceranno rapidamente, e allora assisteremo ad una delle più interessanti competizioni: energie alternative contro petrolio. Vedremo chi vincerà...

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Dichiarazioni annuali per i possessori di impianti fotovoltaici non inferiori a 20 Kwp. Api Green Energy ha attivato un servizio in convenzione.

I titolari di impianti con potenza nominale non inferiore a 20 kWp, dovranno predisporre la Dichiarazione annuale di consumo, sulla base dei dati raccolti nel registro di produzione dell'anno precedente.
La dichiarazione va trasmessa entro il 31 Marzo di ogni anno, con riferimento all'anno precedente, unicamente via web, utilizzando il servizio telematico dell'Agenzia delle Dogane.
I soggetti obbligati al versamento dell'addizionale provinciale all'accisa (Art. 53 T.U.A.), ovvero tutti i titolari di impianti con potenza nominale non inferiore a 20 kW che realizzano consumi propri, dovranno, inoltre, provvedere al calcolo per i versamenti mensili e al versamento a conguaglio entro il 16 marzo dell'anno successivo a quello cui ci si riferisce. Le somme eventualmente versate in più del dovuto saranno detratte dai successivi versamenti di acconto.
Api Green Energy s.r.l. a deciso di istituire per questi adempimenti un servizio di assistenza agli associati di Apindustria Vicenza.
Tali attività, potranno essere concluse nel giro di qualche giorno dalla ricezione della Vostra richiesta, ma vista l'imminenza si consiglia di attivarsi tempestivamente.

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La Cassa Depositi e Prestiti lancia il Fondo Kyoto per finanziare allo 0,5% gli investimenti in efficienza energetica ed energie alternative.

la CDP ha istituito un fondo rotativo, dell'ammontare complessivo di circa 600 mln di euro per finanziare la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e favorire il raggiungimento degli impegni assunti anche dal nostro paese con il Protocollo di Kyoto. A questo fondo possono accedere anche tutte le imprese.
I finanziamenti hanno una durata compresa fra 3 e 6 anni a cui vien applicato un tasso di interesse dello 0,50%.
Le domande si possono presentare dal 16 marzo. È un'occasione da non perdere per tutti i progetti nel cassetto.
La Circolare Kyoto fornisce il dettaglio necessario delle procedure da seguire e della documentazione da presentare.

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Con l’efficienza risparmiate oltre 9,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio

L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas ha pubblicato il Sesto Rapporto Annuale sul meccanismo dei Titoli di efficienza energetica (certificati bianchi).
In poco più di sei anni, dagli inizi del 2005 alla metà del 2011, il sistema dei Titoli di efficienza energetica, ha prodotto un risparmio di oltre 9,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio a livello nazionale, attraverso la diffusione di tecnologie più efficienti nelle case, nei servizi e nell'industria. Il Rapporto illustra, in particolare, i risultati dell'ultimo anno di riferimento - 1 giugno 2010/31 maggio 2011 - il sesto, appunto, di operatività del meccanismo.
Il Rapporto conferma la positiva costante evoluzione del sistema dei certificati bianchi nel produrre risparmi energetici ed economici e contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali del 20-20-20.

Il rapporto è consultabile a questo indirizzo: www.autorita.energia.it/it/docs/12/070-12.htm

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